Viaggio nel tempo: il Mint Julep cocktail e il World cocktail day

di drinKing


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1800: il Mint Julep cocktail

Uno tra i cocktail storici che possono essere definiti “classici” della miscelazione è certamente il “Mint Julep”. La sua comparsa ufficiale è datata 1803, quando la sua ricetta scritta compare in un famoso libro del londinese John Davis. In realtà la sua origine non è ben chiara ma è certo che la parola Julep deriva dall’arabo julab o Golâb, che significa “acqua di rosa” e si riferisce a un distillato dal sapore dolce. La caratterizzazione della menta è stata una conseguenza della sua comparsa nella zona mediterranea, mentre la sua variante alcolica si fa strada dal 1700 con l’utilizzo di rum, whisky e brandy. Il Mint Julep è riconosciuto come un drink tipicamente americano: originario del Sud degli Stati Uniti d’ America veniva utilizzato come medicinale per curare i disturbi legati alla digestione o al mal di stomaco ma, la sua composizione alcolica, ne faceva una bevanda destinata ai momenti ricreativi del pomeriggio, come fosse una specie di “limonata” per uomini veri o consumata di primo mattino come “rinvigorente” per affrontare la giornata. La consacrazione a “classico Americano”, il Mint Julep lo raggiunge dal 1938, quando viene associato al Kentucky Derby, una famosa corsa di cavalli: veniva servito come souvenir per 75 centesimi nella sua originale Julep Cup, ovvero un bicchiere di metallo. Oggi al Kentucky Derby vengono preparati più di 80.000 Mint Julep Cocktail, un successo che dura da secoli e che nel corso degli ultimi anni ha visto curiose iniziative al riguardo: nel 2006 veniva servito Mint Julep preparato con un Bourbon speciale, menta proveniente dall’Islanda, ghiaccio dalle Alpi bavaresi e zucchero australiano, servito in bicchieri d’oro per la modica cifra di 1000 dollari al bicchiere. Nel 2008 è stato creato un’enorme Julep Cup alta più di 2 metri con una capacità di poco meno di 800 litri che vennero serviti grazie un elaborato sistema di pompaggio.

1806: l’origine del World Cocktail Day

Vi siete mai chiesti il significato della parola “cocktail“?
A quanto pare sarebbero in molti a non sapere da dove derivi questo termine e per onestà di cronaca c’è da dire che le sue origini ancora oggi non sono molto chiare. Le storie legate all’etimologia del termine Cocktail sono molte e alcune davvero fantasiose oltre a individuare periodi storici tra loro molto diversi. La traduzione letterale di Cocktail ha come risultato “coda di gallo” che però ha poco a che vedere con la miscelazione di bevande alcoliche e non. Secondo alcuni, il collegamento con il simpatico pennuto è dovuto alla parola francese “coquetier” un portauovo che nel XIX secolo il farmacista Antoine Peychaud utilizzava per miscelare i liquori ai suoi clienti di New Orleans. Ovviamente non mancano le leggende: si narra che ricchi inglesi approdati in un porto del Sud America mescolassero liquori europei e succhi tropicali con la penna di un gallo mentre una versione differente ci dice che gli stessi inglesi approdati in un porto messicano abbiano scoperto una bevanda contenente una radice che gli indigeni chiamavano “Coda di Gallo”. Insomma, di probabili storie senza un reale fondamento sul significato della parola Cocktail ne abbiamo in abbondanza, ma l’unica certezza al riguardo arriva nel 1806, quando sulle pagine del giornale “The Balance, Columbian Repository” in un articolo umoristico sulla politica locale fa ufficialmente la sua comparsa il termine “cock-tail”. Termine che richiederà una spiegazione per alcuni lettori incuriositi dal suo significato: Cock tail is a stimulating liquor composed of spirits of any kind, sugar, water, and bitters”(Il cocktail è una bevanda stimolante composta da superalcolici di vario tipo, zucchero, acqua e amari).
Era il 13 Maggio 1806, giorno che verrà ricordato come il “World Cocktail Day“.

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