Food, Beverage e Horeca 2026: i trend che stanno ridisegnando i locali

di drinKing


Il 2026 non sarà un anno di mode passeggere, ma di scelte più consapevoli. Per bar, ristoranti e locali, il cambiamento non riguarda solo cosa proporre, ma come costruire un’offerta coerente con nuovi consumatori, più attenti al gusto, al valore e al contesto in cui vivono l’esperienza.
Il filo conduttore? Una strategia capace di unire identità, cultura e sostenibilità.

Meno effetti speciali, più cultura e storytelling

Secondo le principali analisi internazionali e italiane, il mondo del Food & Beverage nel 2026 si muove verso una complessità sensoriale matura: abbinamenti audaci ma comprensibili, comfort food reinterpretati e un ritorno deciso all’autenticità culturale.
Il consumatore non cerca più l’eccesso, ma esperienze che abbiano un senso, che raccontino una storia e che siano coerenti con i propri valori.

In Europa e in Italia in particolare emergono tre direttrici chiare:

L’innovazione funziona solo se radicata nella cultura gastronomica;

Ritorno all’autenticità: soprattutto nel plant-based, vince il gusto autonomo, non l’imitazione

Dal comfort alla connessione: anche i piatti più familiari devono evocare memoria, identità e territorio.

Birra: crescita No-Alcol, qualità e territorio

Nel 2026 la birra diventa sempre più trasversale nei momenti di consumo. Il segmento No e Low Alcohol si conferma come trend ed è il vero driver di crescita: in Italia gli acquisti di birre analcoliche sono aumentati di più del 50% rispetto all’anno precedente ed i trattanti nel settore Horeca sono cresciuti più del 60% grazie ad una forte spinta da parte della Gen Z, che le sceglie stabilmente o in base all’occasione.
Per i locali questo significa ampliare l’offerta senza snaturare l’identità, puntando su prodotti che mantengano carattere, aroma e qualità.

Cresce l’attenzione del consumatore e con essa la ricerca d’un brand a garanzia, come elemento di qualità e sicurezza nella scelta. Oggi sempre più il consumatore cerca identità e sicurezza e questo sta spingendo la crescita di brand leader, affermati e apprezzati dai consumatori.

Spirits: cresce l’interesse per cocktail in fusto, low & no alcol

Nel 2026 il mondo spirits nei locali italiani evolve verso un equilibrio sempre più concreto tra qualità, sostenibilità economica e nuovi comportamenti di consumo.

La domanda di drink low e no alcol è ormai strutturale anche nella mixology: non più semplici alternative, ma voci centrali della drink list, progettate con la stessa cura delle proposte alcoliche.

Un altro fenomeno in crescita è quello dei cocktail in fusto, che si confermano come soluzione strategica per molti locali, perché favoriscono velocità di servizio e costanza qualitativa, soprattutto nei contesti ad alta affluenza.

A fare la differenza sono drink list costruite su prodotti capaci di valorizzare identità, ingredienti riconoscibili e rispondere a un nuovo modo di bere: più consapevole, più selettivo, più attento al valore. Il trend spirits 2026 non punta all’eccesso, ma a un’offerta più matura e coerente con l’evoluzione del bar come spazio culturale e sociale.

Vino: autenticità, identità e bevibilità

Nel vino, il 2026 premia la chiarezza dell’identità. Il consumatore cerca prodotti riconoscibili, legati al territorio, con una storia comprensibile e una bevibilità coerente con nuovi stili di consumo.
Meno formalismo, più accessibilità: vini che si inseriscono facilmente in contesti informali, aperitivi evoluti e abbinamenti food & wine meno rigidi.

La scelta del vino diventa parte dell’esperienza complessiva del locale, non un esercizio tecnico, ma un racconto di cultura e territorio.

 

Food: comfort evoluto, umami vegetale e contaminazioni

Nel foodservice 2026 il comfort food non scompare, ma si trasforma.
Funghi, legumi, koji, spezie del Medio Oriente e Nord Africa diventano strumenti per costruire sapori profondi e autentici, anche nel plant-based, che abbandona definitivamente le imitazioni della carne.

Anche il dolce evolve: nostalgia e innovazione convivono in proposte più complesse ma familiari, capaci di sorprendere senza disorientare.
Per i locali, il valore sta nella capacità di tradurre i trend in piatti comprensibili, coerenti con il proprio pubblico e il proprio posizionamento.

Il 2026 chiede ai locali di fare una scelta chiara: non inseguire tutto, ma interpretare bene ciò che conta.
Birra, spirits, vino e food convergono verso un’unica direzione: meno rumore, più identità. Per chi opera nell’horeca, la vera sfida non è prevedere il prossimo trend, ma renderlo autentico, sostenibile e rilevante per il proprio pubblico.

 






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