Viaggio nel tempo: nascita del Sazerac e il primo libro sulla mixology

di drinKing


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1830 Nascita del Sazerac “the unforgettable” drink from New Orleans

Tra i cocktail più iconici di sempre troviamo il Sazerac, un classico della mixology americana che anche l’IBA – International Bartenders Association, ha inserito nella categoria “The unforgettables“ , letteralmente gli indimenticabili. Considerato da molti il vero First american cocktail, il Sazerac, si è guadagnato nel 2008 il titolo di Drink ufficiale della Louisiana. Esploriamo meglio la storia di questo storico cocktail che ha avuto anche il merito di essere stato il primo a contenere un ingrediente casalingo divenuto commerciabile: il bitter. Cos’è un bitter? Semplicemente si tratta di un prodotto ottenuto dall’infusione di spezie, cortecce, radici e botaniche varie, in alcool ad alta gradazione. Queste ultime, non particolarmente gradevoli al gusto, erano però molto amati e di moda nel XIX secolo, perché considerati dei veri elisir magici in grado di guarire qualsiasi disturbo. Ed è dall’invenzione del bitter più famoso al mondo, il Peychaud’s bitter, che prende vita, nella New Orleans del 1830, il Sazerac, ad opera del farmacista di origine creola Antoine Peychaud. Da quanto si narra, il farmacista era solito offrire ai suoi amici un cognac (il Sazerac-du-Fauge et Fils” dal quale sembra derivare il nome del cocktail) al quale aggiungeva una miscela segreta a base di acqua, zucchero, scorza di limone e qualche goccia del Peychaud’s bitter, il tutto servito in un portauovo. Questo drink per molto tempo fu servito in esclusiva a New Orleans, nell'unico bar importatore del famoso cognac. Nei periodi successivi però la ricetta vide sostituire il cognac con prodotti come il whiskey o l’assenzio, per assecondare mode e gusti del momento, creando una vera e propria Sazerac mania.

1862: Jerry Thomas e il primo libro sulla mixology moderna

Jerry Thomas, uno dei padri del moderno bartending e conosciuto anche come storico dell’arte della miscelazione, è l’autore del primo libro sull’argomento pubblicato nel 1862 : How to Mix Drinks or The Bon-Vivant’s Companion. Il testo oltre alla ricette create da Jerry Thomas, conteneva la trasposizione scritta di tutte le preparazioni tradizionali, tramandate oralmente. Il “professore” (questo il soprannome che si è guadagnato dagli addetti ai lavori), era originario di un villaggio dello stato di New York. Dopo qualche anno passato dietro il bancone di un bar, non ancora ventenne, decide di abbandonare la vita monotona di provincia e tenta la fortuna, prima imbarcandosi come marinaio su una nave diretta in Sud America per poi, qualche mese dopo, stabilirsi in California. Erano gli anni dei saloon e della “Gold Rush” (la corsa all’oro). Intorno al 1859, in cerca di nuovi stimoli, partirà per l’Europa, dove verrà apprezzato per le sue abilità da bartender e intrattenitore nei grandi alberghi di Londra e Parigi. Sarà un’esperienza che durerà poco meno di un anno: tornerà infatti a New York per lavorare all’Hotel Metropolitan. Quelli al Metropolitan saranno gli anni nei quali brevetta una sua ricetta di bitter, prepara drinks con la frutta fresca e, soprattutto, incanta la clientela con il suo drink più famoso: il Blue Blazer, preparato con whisky scozzese e acqua bollente. Nel 1866 aprirà un lussuoso locale a Broadway, dove oltre a dare dimostrazione della sua maestria in tecniche scenografiche di presentazione e preparazione dei miscelati, creerà innumerevoli cocktails tra i quali il Tom & Jerry, un drink a base di rum, bourbon, uova e zucchero, il tutto da servire caldo. Nonostante la sua prematura scomparsa a soli 55 anni, nel 1885 , i newyorkesi non dimenticarono lui e suoi iconici drinks, tanto che sul "New York Times" gli verrà dedicato un tributo: “Era il più famoso bartender di tutta la città, conosciuto in tutti i bar e i club e molto amato dalla clientela di ogni estrazione sociale”.

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