Ernest Hemingway e Ada Coleman, la prima barlady del Savoy di Londra

di drinKing


1899: Nasce Ernest Hemingway

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Ernest Hemingway nasce nel 1899 e, nel corso della sua carriera, ci regalerà storie e personaggi indimenticabili, tanto da essere considerato uno dei maggiori scrittori del Novecento. Figura controversa, amato e odiato da critica e pubblico, visse seguendo un codice morale e di valori rinvenibile nei suoi personaggi. Morto suicida nel 1961, la sua vita di eccessi, depressione e paranoie varie aveva una costante che lo accompagnò fino alla fine: la sua passione per il bere. Hemingway beveva sempre e tutto: che fosse un problema nella sua vita lo sapeva benissimo, tanto da infuriarsi quando veniva immortalato con il bicchiere in mano, il che succedeva praticamente sempre! Proprio questa sua “sete” lo ha portato, con la complicità di un bartender d’eccezione, Constantino Ribalaigua Vert, a creare uno dei cocktail, o meglio una variazione, che ancora oggi è famosissima e che porta il suo nome. Dopo il successo del suo ultimo romanzo "Morte nel pomeriggio del 1932", Ernest decide di allontanarsi dalla sua casa di Key West e dai clamori del successo, per rifugiarsi a Cuba, dove si sarebbe potuto dedicare alla sua vita in pieno stile Hemingway: scrivendo la mattina e dedicandosi nel pomeriggio alla pesca, alle scommesse e a familiarizzare con i bar locali. È proprio in uno di questi bar, El Florita, che Hemingway farà la conoscenza di uno dei suoi drink preferiti, il daiquirì. Tra le paranoie di Ernest c’era la convinzione di essere diabetico - parere non condiviso dai medici – così chiese a Constantino Ribalaigua una variante del daiquirì a "basso livello di zucchero", fu allora che venne creato per lui il Floridita Daiquirì, con maraschino, succo di lime e una doppia dose di rum, alla quale poi sarà aggiunto anche del succo di pompelmo. “My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita” con queste parole pronunciate da Hemingway, El Florita diventerà per tutti La Cuna del Daiquirì (la culla del Daiquirì) che dedicherà questa variante allo scrittore, tant’è che oggi viene servita come Hemingway Special o Papa Doble in riferimento al soprannome di Hemingway (papa).

1903: Ada Coleman prima barlady al Savoy di Londra

È il 1903 quando dietro il bancone dell’American Bar del Savoy Hotel di Londra, da molti considerato uno tra i tempi della miscelazione, troviamo un personaggio d’eccezione del mondo del bartending: Ada Coleman. Nata nel 1875, dopo aver servito il suo primo drink al Claridge’s di Londra nel 1899, inizia la sua carriera come barlady, confermandosi, qualche anno più tardi, la prima barmanager donna al Savoy, restando al timone per ben 23 anni. Che fosse una donna eccezionale lo si capisce bene già dal fatto che, in un’epoca maschilista dove i colleghi uomini sono la maggioranza mentre alle donne è persino difficile entrare nei bar come clienti, lei è riuscita ad affermarsi come professionista diventando un’icona. Negli anni del proibizionismo sono molti i clienti americani che non rinunciano al Savoy, per godersi un buon cocktail miscelato da lei, tra i suoi clienti abituali troviamo personaggi famosi come Marlene Dietrich, Charlie Chaplin e Mark Twain, ma non mancano teste coronate europee e ovviamente la famiglia reale inglese. Nella sua lunga carriera, “Coley”, così la chiamavano affettuosamente i clienti abituali, è stata artefice di moltissimi cocktail e di unforgettables della mixology, come, solo per citarne alcuni, l’Eddy Brown e l’Hanky Panky. Curiosa la storia legata al nome di quest’ultimo, era il 1920, quando una sera all’American Bar del Savoy, entrò Sir Charles Hawtrey, attore e regista teatrale, che esausto, dopo i tanti impegni lavorativi, chiede a Coley un buon drink forte e saporito "with a punch in it!" : ebbene Ada gli servì una sua creazione con gin, vermouth rosso e gocce di Fernet Branca (liquore amatissimo dalla Coleman), dopo averlo bevuto Hawtrey esclamò la celebre frase “Per Giove! Ma questo è un vero hanky-panky!”. Il significato di questo particolare nome del cocktail, che in inglese può avere diversi significati (subdolo, ingannevole, imbroglio), l’ha svelato la stessa Ada in un’intervista qualche anno dopo: «Il compianto Charles Hawtrey era uno dei migliori giudici di cocktail che abbia mai conosciuto. Con lui ho passato ore a sperimentare miscele finché non riuscivo a realizzare un nuovo drink. Una sera gli proposi di provare una mia nuova creazione. La bevve e alla fine esclamò: “Per dio, questo è un Hanky Panky, un vero imbroglio!”. E da allora è sempre stato chiamato così».

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