Bar Pompi: il tempio del tiramisù romano

di drinKing


C’è chi dice che il tiramisù sia nato a Venezia nel XIV secolo, servito ai frequentatori dei bordelli della Serenissima come corroborante dopo le lunghe fatiche. Il suo nome deriverebbe da “tireme su”. Un’altra leggenda colloca la sua origine a Siena, come dolce preparato in occasione della visita del granduca Cosimo III de' Medici. C’è poi un’altra versione che invece vorrebbe il tiramisù nato tra gli anni '60 e '70 a Treviso, ad opera di un cuoco pasticciere che aveva lavorato in Germania, Roberto "Loly" Linguanotto.

Quale che sia il luogo di origine del tiramisù quello che è sicuro è che oggi è uno dei dolci più famosi al mondo, conosciuto e servito a nord come al sud d’Italia e ovviamente anche all’estero. Se sei nato a Roma, ci vivi o ci sei stato anche solo per qualche giorno, sai che in questa città il tiramisù è indissolubilmente legato ad un solo locale: il Bar Pompi!

Ma come ha fatto uno dolce così antico a diventare uno dei simboli della città Eterna? Il merito è di una persona: Giuliano Pompi che nel 1960 rileva una piccola latteria nel cuore del quartiere San Giovanni e la trasforma in un vero e proprio gioiello italiano. Alla base del successo di questo progetto c’è innanzitutto la grandissima attenzione posta, sin da subito, nella qualità delle materie prime.

Prima di trovare il mascarpone giusto, da utilizzare nella sua ricetta, Giuliano Pompi ha testato praticamente ogni prodotto disponibile in commercio. Alla fine ha trovato in Lombardia, la regione dove il mascarpone è nato, il produttore in grado di dare vita ad un formaggio che “montava” con la morbidezza e la consistenza da lui ricercata.

Il caffè utilizzato per inzuppare i biscotti di Novara, da lui preferiti al posto dei Savoiardi, è preparato una tazzina alla volta mentre, nella versione del tiramisù al pistacchio,viene utilizzato esclusivamente il frutto proveniente da Bronte, territorio famoso in tutto il mondo per la sua produzione. 

Dal 1960 ad oggi il Bar Pompi ha fatto tanta strada. Sono aumentate le varianti e alla versione “tradizionale” si sono aggiunti quello alla fragola, al pistacchio, alla nocciola, alla banana e cioccolato e, durante l’estate, quello alla Pina-Colada. Negli ultimi anni poi sono nate le versioni senza glutine, senza lattosio e senza alcool.

Sono aumentati gli store e oggi, oltre allo storico locale in Via Albalonga, adesso puoi trovare il tiramisù Pompi in altri due punti vendita della Capitale e ad Albano Laziale.

E sono aumentati anche i Paesi in cui è possibile trovarlo con le aperture a Londra e in Corea del Sud.  L'azienda mette a disposizione diversi format per il franchising, a seconda del mercato di riferimento: Pompi Boutique che punta principalmente al take-away, Pompi Store e Tiramisù Mobile per il settore street food.

Nonostante questo incredibile processo di crescita, il gusto del tiramisù del Bar Pompi è rimasto sempre lo stesso, buono come se fosse appena preparato dalla nonna.

E forse è proprio questa la chiave del successo.



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