Il ristorante è il luogo preferito per il consumo di vino.
Secondo i risultati della ricerca dell’Osservatorio Fipe-Uiv, condotta su un campione di 500 imprese tra ristoranti-trattorie, ristoranti-pizzerie, pizzerie, cocktail bar ed enoteche con servizio, il vino riveste ancora un ruolo di rilievo sul fatturato della ristorazione, attestandosi mediamente oltre il 21%.
L’Osservatorio evidenzia come la carta dei vini sia ormai un elemento standard, presente nel 75% dei ristoranti e nel 50% delle pizzerie-ristoranti, arrivando a contare complessivamente 4,1 milioni di voci in lista.
Il vino è un pilastro fondamentale, eppure la maggior parte dei locali (54%) non rinnova la propria proposta nell'arco di dodici mesi. Questo immobilismo sembra legato a una scarsa cultura di settore: un locale su tre, infatti, non effettua alcun tipo di formazione. La situazione è ancora più marcata in pizzerie (61%) e cocktail bar (50%), dove spesso l'unico modo per apprendere è affidarsi alle informazioni trasmesse verbalmente da agenti e distributori.
Il futuro dei dealcolati
I dati presentati a Vinitaly 2026 evidenziano una crescita importante del settore no-alcohol: la produzione italiana di vini dealcolati è attesa in crescita del 90% entro la fine dell'anno, spinta in particolare dall'interesse crescente dei giovani consumatori.
A fronte di questo trend positivo, la realtà italiana presenta ancora una forte resistenza culturale al consumo di prodotti analcolici. Il mercato appare in gran parte da esplorare: il 94% dei consumatori che abitualmente non beve alcol non ha acquistato prodotti dealcolati recentemente, con picchi del 98% tra i giovani. Sebbene la sicurezza alla guida rappresenti il driver di acquisto primario (50% del campione, 56% tra la GenZ), anche l'offerta fuori casa fatica a decollare.
Secondo l'Osservatorio Fipe-Uiv e Vinitaly, infatti, il 71% dei ristoratori non esprime interesse nell'integrare i vini dealcolati nella propria offerta, e solo il 3% degli intervistati ne testimonia un inserimento in lista con esito positivo.
Il vino del futuro si costruisce oggi, nella tua sala
Chi costruisce oggi una relazione con un venticinquenne sta costruendo un cliente per i prossimi vent'anni. Il locale che racconta il vino con curiosità, leggerezza e rispetto per l'identità di chi siede al tavolo non sta solo vendendo un calice: sta seminando una fedeltà di lungo periodo.
Il problema non è il vino — è il linguaggio con cui viene raccontato e la capacità di captare la direzione del mercato.
