Small beers: piccole birre per grandi cambiamenti

di Massimiliano Favaretto


Londra non si smentisce mai e, infatti, anche il 2017 è stato un anno ricco di novità.
L’American Bar al Savoy Hotel, di Erik e Declan, ha ricevuto la tanto ambita “corona” come miglior bar del mondo; la distilleria Simpsmith, una piccola realtà nata nel 2009, è stata acquisita da Beam Suntory, colosso mondiale nella produzione degli spirits; Anna Sebastian ha lasciato le redini del prestigioso Beaufort Bar per prendere il controllo del famoso Artisian, lasciato qualche tempo addietro dal nostro Simone Caporale e da Alex Kratena.

Ma ora è tempo di pensare al nuovo anno che, come sempre, qui a Londra sarà ricco di eventi.
E allora calendario e Skyscanner a portata di mano!

 

 

 

Se siete amanti degli spirits ecco gli appuntamenti da non perdere:
Dal 2 al 3 luglio c’è Imbibe Live, a settembre ci sono il Whisky Show (29-30) e il Boutique Bar Show mentre a ottobre la London Cocktail Week e il The World’s 50 Best Bars.

Se siete invece amanti della birra e la prossima settimana vi trovate a Londra, c’è un’occasione da non perdere: la London Beer Week, che si terrà dal 12 al 18 marzo dove non mancherà la grande novità del 2017 di cui vi parlerò oggi: le Small Beers.

 

Cioè?

 

Per spiegarvelo facciamo un passo indietro, diciamo di 200 anni.

 

Quando bere acqua era un problema…

Le small beers, chiamate anche birre vittoriane o “table beers”, sono birre di bassa gradazione alcolica, tipicamente con un volume in alcol tra lo 0,5% e il 2,8%.

La loro nascita risale all’epoca medievale ma, è durante il 1700 che il loro consumo raggiunge livelli importanti. In un periodo in cui bere acqua poteva costare la vita, perché quella potabile era un bene molto raro, la birra rappresentava una bevanda “più sicura” dal punto di vista della contaminazione da agenti esterni, grazie al caratteristico processo produttivo.
Le small beers erano consumate a tutti i livelli sociali e la loro produzione spesso era di tipo domestico.
Il progresso tecnologico e il miglioramento delle tecniche di filtrazione dell’acqua nel 1800 decretarono prima il declino e poi la scomparsa di questo prodotto.

 

Almeno fino ad ora…

 

Eri piccola, piccola, piccola…così

James Grundy e Felix James sono due ragazzi che lavoravano insieme proprio da Sipsmith e che hanno avuto l’intuizione di riproporre questo tipo di birre dimenticate.

I due ragazzi sono partiti da una semplice osservazione empirica: guardando alle spine dei pub visitati, era impossibile trovare birre con una gradazione alcolica inferiore ai 3-4 gradi. A questo hanno aggiunto la loro intuizione di business, frutto dell’esperienza diretta di un cambio nelle abitudini degli abitanti di Londra, verso un consumo di prodotti a basso contenuto alcolico.

 

 

Così ad ottobre del 2017 decidono di mettersi in proprio e fondare il primo stabilimento di Small Beers al mondo.
Il loro slogan è “Small Beer Big Taste” e hanno reinventato il processo produttivo per massimizzare l’aroma minimizzando l’alcol nei loro prodotti che, al momento, sono una lager in stile Pilsner e una dark lager.

 

Avranno avuto ragione?

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