Come avvicinarsi al mondo del vino

di Alessandro Rossi


Degustare un vino non è così semplice ma tutti noi possiamo e dobbiamo essere in grado di giudicarlo in base al nostro palato. Il vino è un bevanda importante e fa parte della storia italiana; nasce per il popolo e ha trovato le sue più profonde radici proprio nella cultura che ci accompagna. Esprimere le nostre sensazioni su un vino, valutandolo concettualmente e organoletticamente attraverso la conoscenza maturata durante gli assaggi e le degustazioni, è lo scopo di ogni appassionato. Assaggiare è molto importante e chiunque, attraverso l’esercizio, può diventare un buon degustatore. Un vino, anzitutto, si degusta per valutare e descrivere le sue caratteristiche in maniera sia oggettiva che soggettiva.

Il primo esame è ovviamente quello visivo, cioè si osservano il colore, la limpidezza e la densità del vino. La tonalità ed il colore di un vino ci possono fornire immediatamente delle indicazioni ben precise riguardo alla sua evoluzione.

Alcuni vini sono classificati unfiltered, cioè non filtrati né chiarificati, al fine di preservare al meglio tutte quelle sostanze che collaborano a costruire l’integrità fisica e aromatica, questi vini sono i più facili da identificare.

Osservando attentamente la pesantezza degli archetti di glicerina che si formano sulle pareti del bicchiere, otteniamo poi altre informazioni sulla densità, sulla consistenza e sulla complessità alcolica del vino che stiamo degustando.

Successivamente si analizza un vino sotto l’aspetto olfattivo, un esame che permette di determinare, attraverso i profumi e gli aromi l’intensità della sensazione aromatica, l’identificazione dei singoli profumi ed eventuali difetti.

Molto importante è sviluppare sempre di più la memoria olfattiva, catalogando i vari profumi e i singoli aromi del vino. Questa fase è la più complicata e richiede un notevole allenamento nel percorso di un degustatore, ma è fondamentale per riuscire progressivamente a individuare le uve con cui un vino è stato prodotto, l’età e la zona di produzione.

Per ultima vi è l’analisi gustativa, quella più complessa, dove si valuta, introducendo il liquido in bocca, la struttura del vino e tutto quello che abbiamo analizzato nella parte olfattiva.

In questa fase si colgono anche la finezza di un vino, la dolcezza, la concentrazione alcolica, l’equilibrio, la sapidità, la mineralità, l’acidità e la tannicità (che determina la ruvidezza, l’astringenza e la durezza di un vino).

A fine degustazione comunque le domande sono sempre le stesse: mi è piaciuto o no? Era equilibrato o alcolico? Che cosa mancava per renderlo perfetto? Queste sono i quesiti a cui dobbiamo sempre rispondere.

Ah, giusto una raccomandazione: bevi sempre, quando puoi, con chi ne sa più di te; non avere mai la presunzione di essere arrivato, sulla tua strada troverai spesso qualcuno più bravo, qualcuno da cui imparare. Bevi sempre vini differenti, non fossilizzarti su quelli che ti piacciono di più: probabilmente nel tuo percorso avrai la possibilità di scoprire tanti vini ancora migliori. E se ti capita di bere lo stesso vino della medesima cantina, se puoi assaggia un’annata differente: ogni vendemmia dà un vino diverso anche allo stesso produttore, quindi cerca sempre di indagare nella memoria storica di ogni azienda.



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