La Borgogna secondo Benjamin Leroux

di Gianni Fabrizio


La grande Borgogna sta diventando merce molto rara. Prima di tutto bisogna fare i conti con i nuovi ricchi dell’Estremo Oriente, che hanno ormai un potere d’acquisto praticamente illimitato e che collezionano e investono nei grandi vini. E poi si tratta pur sempre di una piccola area viticola. Basti pensare che l’area di Bordeaux conta oltre 100 mila ettari vitati mentre quelli della Borgogna sono appena 29 mila.

Questa regione, di cui tanti parlano, rappresenta di fatto solo il 3% dell’intera produzione transalpina. Inoltre non bisogna dimenticare che la classificazione francese della zona comprende ben cinque aree viticole distinte: Chablis, Côte de Nuits et Hautes Côtes de Nuits, Côte de Beaune et Hautes Côtes de Beaune, Côte Chalonnaise e Mâconnais. L’idea di Borgogna che ogni appassionato ha riguarda però solo una piccola parte di queste: i grandi rossi e bianchi della Côte de Nuits e della Côte de Beaune. Quando si prende in esame solo quest’area molto ristretta ci si rende conto che la terra, destinata ai vigneti, diminuisce ancora; difficilmente si arriva a 4mila ettari, per una produzione, che dai Villages ai Grands Crus arriva a stento al 16% del totale del vino prodotto in zona.

Benjamin Leroux

In questo contesto di grande complessità, si trova ad operare da una vita Benjamin Leroux, il titolare dell’omonimo négoce. Come tanti figli di questa terra, Benjamin, oggi quarantaquattrenne, è tornato a casa, dopo aver fatto diverse esperienze lavorative in vari continenti e cantine del Nuovo Mondo e dopo uno stage presso Cos d’Estournel nella zona di Bordeaux. Già dalla più giovane età viene considerato uno dei migliori enologi della sua generazione, a Benjamin è stato subito affidato il posto di amministratore unico del domaine Comte Armand, dove ha operato con risultati entusiasmanti dalla vendemmia 1999 a quella del 2013. In concomitanza con il grande lavoro svolto da Comte Armand, Benjamin ha iniziato lentamente la sua attività di négoce nel 2007. La voglia, però, di controllare la parte viticola, acquistando e affittando vigneti sul territorio di Meursault tra il 2009 e il 2014, lo ha spinto a velocizzare i tempi di chiusura del precedente rapporto, per dedicarsi esclusivamente alla sua azienda. L’impegno costante di Benjamin ha portato a trovare nuovi conferitori di uve e stringere con loro rapporti di fiducia duraturi.

La filosofia della cantina

Oggi, l’azienda può contare su quasi 7,5 ettari di vigneti di proprietà o in affitto, interamente condotti con metodi biodinamici. A questa solida base di partenza bisogna aggiungere l’acquisto, in tutta la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, di uve - in buona parte dotate di certificazione biologica - per un’altra dozzina di ettari. La filosofia che ha sempre guidato la strada di Benjamin, oltre a quella della sostenibilità della viticoltura, è sempre stata quella di valorizzare i terroir che hanno reso grande la Borgogna, inseriti nel patrimonio mondiale dell’Unesco con il nome di climats. Il rispetto della loro espressione naturale ha guidato in ogni fase il lavoro di Benjamin in vigna e in cantina. 

Le etichette

I vini di questa fantastica cantina, che in Italia sono distribuiti da Partesa, contano due denominazioni regionali: un raffinato ed elegante Bourgogne Blanc e un Bourgogne Rouge di grande beva che è un’esplosione di frutti rossi. Tra le tre denominazioni Villages, si va da un polposo e voluttuoso Vosne-Romanée che offre la classe innata del suo rinomatissimo terroir, ad una controllata austerità del Nuits-Saint-Georges che regala un grande rosso di Borgogna, imperniato su una struttura tannica elegante e progressiva e su un naso ricco di aromi di peonia. Tra i due un fantastico Gevrey-Chambertin, in grado di coniugare agevolmente la naturale eccellenza fruttata del Vosne-Romanée con i tannini seducenti del Nuits-Saint-Georges, aggiungendo un supplemento di polpa e pienezza fruttata. Nel campo dei bianchi, troviamo due vini che condividono lo stile produttivo ma molto diversi nell’espressione del terroir: lo Chassagne-Montrachet 1er Cru Abbaye de Morgeot è la parte più rassicurante del grande bianco di Borgogna con la naturale grassezza burrosa e nocciolata del cru, alleggerita dalla mano armonica di Benjamin, e il minerale e raffinato Meursault 1er Cru Genevrières Dessous che esprime tutta l’eleganza olfattiva (albicocca e fiori bianchi su fondo affumicato e di pietra focaia) e la finezza gustativa del terroir.



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